“Le mie radici culturali sono alla base del lavoro” spiega la stilista in questa intervista esclusiva. Da modella a stilista apprezzata, il New York Times ha scritto che “i suoi abiti sono belli fuori e anche dentro”.

stella jean

E’ una delle più brillanti stelle emergenti della moda italiana e sogna di vestire Michelle Obama e il Nobel per la pace Rigoberta Menchù. Stella Jean, nata a Roma, da padre torinese e madre haitiana, vede la moda come un mezzo per far coesistere diverse culture, come dimostrano i suoi vestiti e le sue scarpe, dai disegni etnici audaci ed estrosi. Ha iniziato la sua carriera come modella, però sentiva di essere nel posto giusto ma nel modo sbagliato, così dopo qualche anno ha fatto il grande salto, è diventata stilista. Il successo è arrivato quasi subito: Giorgio Armani le ha permesso di sfilare nel suo Teatro Armani; Suzi Menkes, la style editore del New York Times, ha scritto che “i suoi abiti sono belli fuori e anche dentro”. Il mix di culture che la contraddistingue le dà una marcia in più, ma la trentaquattrenne Stella, sposata e madre di due figli, mantiene un profilo basso, ha ancora molto da raccontare e culture diverse da esplorare per dimostrare che non esistono limiti alle contaminazioni culturali.

Il suo background italiano-haitiano l’ha condizionata, che cosa ha assorbito maggiormente dalle due culture così diverse fra loro? Come è riuscita a farle convivere?

«Le mie radici culturali sono alla base del lavoro. I capi nascono dalla mia storia personale, riflettono il métissage di italo-haitiana e il sincretismo socio-culturale insito nella cultura creola, dando vita alla Wax & Stripes Philosohpy. E’ importante mantenersi fedeli al concetto di base che, nel mio caso, si esprime nel voler conciliare universi vicini e lontani. Un punto di partenza imprescindibile, supportato dalla necessità di veicolare, attraverso il mio lavoro, un nuovo concetto di multiculturalità. Il mio sguardo è sempre rivolto al futuro e alle possibili combinazioni storico culturali, per una creatività trasversale che non ponga limiti agli abbinamenti culturali, sociali e tessili. E questo è quello che cerco di far arrivare al cuore delle persone con il mio lavoro. Quando realizzo un capo, non è solo di moda che sto parlando. Io parto dal particolare con la speranza di arrivare al globale, mettendo in campo tutta me stessa».

Stella Jean estate 2015
Stella Jean sfilata primavera estate 2015

La città dove è nata e dove vive è Roma, ma spesso è in giro per il mondo, cosa le trasmette vivere nella città eterna? Quali sono le maggiori differenze che riscontra con le altre metropoli?

«Roma, e l’Italia in generale, è una delle poche città al mondo che può vantare una stratificazione storico-artistica e culturale unica. Artigiani, designer e stilisti ne assorbono gli stimoli sotto forma di input creativi capaci di tradursi in manufatti e prodotti di alto livello qualitativo. Ed è proprio questo “gene” territoriale a fare la differenza nel costituire il “valore aggiunto” rispetto ad altre situazioni e produzioni concorrenti, dove l’amore per le cose ben fatte è meno spiccato. Il valore della tradizione è pertanto il nostro differenziale positivo, per quanto la moda italiana sia stata capace di costruire un sistema al passo con i tempi dell’industrializzazione e dell’innovazione tecnologica. Sono romana e, passeggiando per i vicoli della mia città, anche l’occhio meno allenato non può che farsi catturare da un’infinità di scorci, ciascuno espressione di un diverso periodo storico e dell’arte di quel tempo. Questo sicuramente ha fatto sì che in me sbocciasse una naturale tendenza all’estetica del bello e una spiccata sensibilità creativa».

Stella Jean sfilata inverno 2015-16
Stella Jean sfilata inverno 2015-16

La moda può trasmettere valori culturali, lei cosa vuole divulgare con le sue creazioni?

«Una nuova visione cultivé delle tradizioni tessili del sud del mondo; a partire dai Caraibi e dall’Africa, per poi fare ulteriori escursioni stilistiche. La moda non può e non deve essere una questione di latitudine. Dimostrare, attraverso un dialogo paritario di stili e un’efficace miscela fatta di esplorazione e sperimentazione, come non ci siano limiti agli abbinamenti e ai confronti culturali, in virtù di un punto di equilibrio e di sintesi tra realtà antipodali».

Quali sono i luoghi da cui trae maggiore ispirazione?

«I miei studi e i miei viaggi mi portano ad esplorare culture diverse, un itinerario fatto di immagini, parole e ricerche. Mi piace favorire nuovi métissages culturali del resto rappresentano le mie radici. L’ispirazione? Italia e Haiti»

La sua moda è molto colorata, sembra il messaggio di una persona allegra e gioiosa, cosa fa nel tempo libero?

«Non è semplice ritagliarmi del tempo libero tutto per me…La lettura è l’unico momento di piacevole esilio che mi concedo»

sandali e scarpe Stella Jean p-e 2015
Sandali e scarpe Stella Jean P/E 2015

Le sue scarpe sono molto belle e particolari, che materiale utilizzate e dove le producete?

«Principalmente usiamo cotone e minuterie per i ricami e le scarpe sono prodotto in Italia».

Quali sono i modelli che preferisce? Scarpe alte o scarpe basse?

«Le mie preferite sono il modello Chanel e sempre scarpe alte».

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