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Scarpe Made in Italy: aumentano le importazioni, cala l’export

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Si è chiuso oggi il Micam, un grande successo ma non si può non sottolineare anche l’amarezza di certi dati venuti fuori durante la fiera delle scarpe.

Vedi anche: Micam: tutto il meglio delle scarpe a Milano. Le novità

Il mercato interno cala, ma il dato significativo è che il 57% degli acquisti delle scarpe gli italiani li concentrano durante il periodo dei saldi o svendite. Un dato che dovrebbe far riflettere e che è emerso più volte anche nelle nostre interviste dedicate al settore delle scarpe, ultimo in ordine di tempo Paolo Nacci di Lion Calzature, che sulle nostre pagine aveva dichiarato: “Il Made in Italy è troppo caro per gli italiani e nessun governo ha fatto abbastanza”.

Parole simili arrivano dalla presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti, che si è sfogata con i giornalisti sottolineando il dispiacere per l’assenza del premier Renzi alla fiera che rappresenta un settore così importante dell’economia italiana e dell’eccellenza del Made in Italy: ” Avremmo potuto confrontarci e avremmo potuto ricordargli che questa è la prima fiera al mondo per le calzature e che il settore è sotto schiaffo. Un suo intervento sarebbe stato sicuramente positivo” ha dichiarato a Linkiesta.

In sintesi il Made in Italy non va abbastanza in Italia, mentre tiene abbastanza all’estero. Aumentano le importazioni (dalla Cina, dove va anche l’export: i cinesi amano il Made in Italy) e diminuisce l’export, soprattutto a causa della crisi russa (crollo dei consumi, svalutazione del rublo). Quello che è emerso anche al Micam è che il governo non ha fatto e non sta facendo abbastanza per sostenere le piccole e medie imprese in generale e quelle del settore calzature in particolare. Niente di nuovo.

Novità invece per la prossima fiera delle scarpe, sempre secondo le parole della neopresidente Pilotti: “Intendo rivoluzionare il Micam per farlo tornare ad essere la diva indiscussa. Come primo grande intervento, abbiamo raggiunto l’accordo con la Fiera di Milano per cambiare la date della rassegna di settembre, aspramente criticate dagli operatori che non avevano gradito l’anticipo alla fine di agosto. Dal 2016 si tornerà a settembre inoltrato e sempre più a ridosso delle giornate della moda milanese”.

Giornalista freelance, appassionato di design, moda e innovazione. Non ha molte scarpe, ma le ama tutte.

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